Comunità Educative per Minori in Abruzzo
Le Comunità Educative per Minori Kaleidos in Abruzzo accolgono bambini e ragazzi che si trovano in situazioni di disagio familiare, sociale o personale e per i quali può essere necessario un collocamento temporaneo in un ambiente protetto e organizzato. La Cooperativa gestisce strutture educative nelle province di Pescara e Chieti, con percorsi di accoglienza residenziale e semiresidenziale costruiti in raccordo con Servizi Sociali, Enti invianti e Autorità competenti.
Le nostre Comunità hanno le caratteristiche di un ambiente familiare capace di rispondere alle esigenze evolutive e affettive dei suoi ospiti. Estrema cura è posta nell’instaurare un clima affettivo capace di risarcire emotivamente e materialmente il minore dalle deprivazioni subite.
A ciascun minore è affidato un educatore che lo sostiene nell’elaborazione dell’inserimento in struttura, nella ricostruzione della sua storia, nella relazione con i genitori durante le visite ed i contatti telefonici, nel suo percorso scolastico, nei suoi momenti ricreativi e in tutte le fasi significative del suo percorso educativo-terapeutico. Per ciascun minore si cercherà di costruire una rete sociale ed istituzionale capace di restituirgli un’immagine di sé unitaria ed integrata e favorire, quando possibile, il rientro nel nucleo familiare, un progetto di affido, un percorso di autonomia o comunque una prospettiva di crescita più stabile e tutelata.
Le nostre Comunità Educative in provincia di Pescara e Chieti
Artur
Comunità Educativa per Minori a Roio del Sangro, in provincia di Chieti.
ARTUR accoglie minori e minori stranieri non accompagnati in un contesto residenziale stabile, supervisionato e organizzato, con percorsi educativi individualizzati.
L'Isola che non c'è
Comunità Educativa per Minori a Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara.
L’ISOLA CHE NON C’È accoglie minori, inclusi minori stranieri non accompagnati, minori con procedimenti civili e penali e diadi madre-bambino.
Le nostre Comunità operano per il trattamento del Minore e della Famiglia.
Ci occupiamo di garantire la protezione del minore e un contesto capace di facilitargli l’elaborazione dei vissuti legati all’allontanamento e alle traumatizzazioni intrafamiliari, con un’osservazione accurata del bambino dal punto di vista psicofisico.
Nei casi di grave trascuratezza, maltrattamento e abuso intrafamiliare all’infanzia, interveniamo anche sulla famiglia, per restituirle la capacità di accudimento del minore e delle competenze educative.
Le nostre Comunità Educative possiedono i requisiti strutturali e organizzativi fissati dalla Regione Abruzzo ed operano in conformità a quanto previsto dalle normative vigenti.
I Servizi delle Comunità

Accoglienza Minori a Regime Semiresidenziale
Il regime semi-residenziale prevede che il minore trascorra alcune ore della giornata (di solito diurno) o della settimana presso una struttura dedicata, continuando a vivere nel proprio domicilio. Questo modello socio-assistenziale unisce la riabilitazione al mantenimento dei legami familiari.

Accoglienza Minori a Regime Residenziale
Il regime residenziale garantisce al minore un ambiente protetto, sicuro e accogliente, che riproduce le caratteristiche di una casa e offre la possibilità di elaborare vissuti traumatici. L’équipe multidisciplinare lavora sul percorso individuale del ragazzo e sul sostegno alla famiglia d’origine, con l’obiettivo di favorire la crescita armonica e la progressiva autonomia.

Accoglienza Mamma - Bambino
L’accoglienza mamma-bambino offre un contesto protetto in cui la madre, insieme al figlio, può essere supportata nelle competenze genitoriali e nella costruzione di una relazione affettiva adeguata. La comunità fornisce un ambiente familiare e rassicurante, in cui la donna riceve sostegno educativo e psicologico, mentre il bambino sperimenta cure e attenzioni stabili.
A chi si rivolgono le Comunità Educative per Minori
Le Comunità Educative Kaleidos si rivolgono ai Minori che si trovano in situazioni di disagio familiare, sociale, educativo o psico-relazionale e che necessitano di un collocamento in un ambiente protetto e supervisionato.
Minori provenienti dal Tribunale per i Minorenni aventi provvedimenti civili e/o penali
Minori coinvolti in situazioni di disagio psico-relazionale o che gestiscono la propria esistenza in condizione di grave isolamento
Minori provenienti da un ambiente familiare con gravi difficoltà o carente di adeguate capacità genitoriali
Minori provenienti da altre Comunità
Minori coinvolti in gruppi di pari a rischio
Minori stranieri non accompagnati
Inserimento
L’accoglimento nelle Comunità Educative avviene con le seguenti modalità:
– richiesta da parte del Servizio Sociale e/o dell’Autorità Giudiziaria;
– presentazione del caso all’équipe della Comunità;
– inserimento del minore e raccolta della documentazione rilevante ai fini dell’intervento;
– conoscenza, dove possibile, del nucleo familiare d’origine.
LA CARTA DEI SERVIZI KALEIDOS
La Carta dei Servizi fornisce informazioni chiare sulle attività del Centro Clinico e delle Comunità Educative per Minori gestite da Kaleidos. È uno strumento di trasparenza rivolto a Servizi Sociali, Enti invianti, famiglie, operatori e soggetti coinvolti nei percorsi di tutela.
FAQ
Che cos'è una Comunità di Accoglienza per Minori?
Che cos'è una Struttura Residenziale?
Chi può segnalare un Minore da accogliere?
Quali sono le modalità e i percorsi che portano all'ingresso di un Minore in Comunità?
L’inserimento di un minore in comunità può avvenire con modalità differenti a seconda che sia presente o meno il consenso dei genitori o di chi ne esercita i poteri connessi alla responsabilità genitoriale. In caso di consenso può essere disposto dal Servizio Sociale, in mancanza di consenso è invece necessario un provvedimento del Tribunale per i Minorenni. L’inserimento può, anche, essere disposto con un provvedimento avente natura amministrativa, ex art. 403 del Codice Civile. In questo caso la pubblica autorità (organi di polizia e servizi sociali) possono adottare provvedimenti di urgenza volti a collocare il minore in un luogo sicuro, ovvero la comunità, considerata la presenza di imminente e grave pericolo. Un altro percorso che può condurre un minorenne in comunità, riguarda quei ragazzi che hanno messo in atto condotte penalmente rilevanti. Può avvenire relativamente all’applicazione di una misura cautelare o in forza dell’aggravamento della diversa misura cautelare della permanenza in casa a seguito di gravi e ripetute violazioni. L’ingresso in comunità di un minore, entrato nel circuito penale, può avvenire anche a seguito dell’adesione di un progetto di messa alla prova.
Che cosa stabilisce l'Art.403 del Codice Civile?
Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all’educazione di lui, la Pubblica Autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’ infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione. Il Tribunale per i Minori può incaricare i Servizi di collaborare per l’allontanamento del minore e per la sua nuova collocazione (in affido o in comunità). Di norma sono i Servizi Sociali ad individuare la collocazione più idonea per il minore.
Che cos'è la Carta dei Servizi?
Fornisce una descrizione dei servizi offerti e rende evidenti i principi su cui si fonda l’agire professionale. In applicazione alla Legge 328/2000 la finalità della Carta dei Servizi è di presentare i principi e le metodologie del servizio, l’organizzazione, gli strumenti di verifica e di misurazione della qualità del lavoro svolto. Offre un vero e proprio strumento di controllo della qualità del servizio erogato e può essere considerata una sorta di patto tra utenti, operatori e amministratori. La struttura educativa è tenuta alla stesura della Carta dei Servizi secondo le indicazioni fornite dal Manuale tecnico-operativo per l’autorizzazione al funzionamento di servizi residenziali e semiresidenziali per minorenni. Le normative per i requisiti e standard strutturali e organizzativi e per la dotazione di risorse umane, sono emanate dalla Regione Abruzzo con DGR N.857 del 22/12/2025.
Perché un Minore viene inserito?
Le cause più comuni dell’inserimento di un Minore in Comunità sono: trascuratezza o abbandono, maltrattamenti o violenze, difficoltà familiari gravi (economiche, psicologiche, sociali) o impossibilità temporanea dei genitori di occuparsi del figlio.
Che tipi di Comunità esistono?
Comunità educative: per crescita e supporto quotidiano.
Comunità terapeutiche: per minori con difficoltà psicologiche o comportamentali.
Case famiglia: per contesti più piccoli e simili a una famiglia.
Quali Autorità sono competenti?
Quali sono i requisiti delle Comunità e che figure professionali sono previste?
Le figure professionali previste sono: educatori professionali socio-pedagogici o sanitari, assistenti sociali, psicologi/psicoterapeuti e mediatori culturali (nel caso vi siano minori stranieri non accompagnati).
La Regione Abruzzo prevede l'accreditamento?
Inoltre, l’evoluzione normativa dal 2007 a oggi (L.R. 32/2007, L.R. 5/2008 e L.R. 12/2013) ha disciplinato esclusivamente i percorsi per le strutture sanitarie e socio-sanitarie, senza prevedere alcun riferimento o estensione alle strutture socio-educative.